Oggi sono in modalità allegrezza totale: ho una gonna a pois, ma non una gonna qualunque – una gonna a ruota fatta su misura. Si, di quelle anni ’50, che quando ti siedi vieni inghiottita in una nuvola di tulle, perché sotto hai 4 strati di stoffa tutti diversi.
La gioia per me ha questa forma a campana che mi fa sentire una bambola e mi fa ridere tantissimo.
Io quando metto le gonne a ruota sorrido tantissimo.
Sorrido più di quando mi mangio i panini con la nutella. O di quando penso a Lenny Kravitz nudo.
Sorrido come quando è Natale e c’è un pacchetto anche per me sotto l’albero. Ecco, io quando mi metto le gonne a ruota ho quella faccia lì, da bambina felice.
Che alla fine ci vuole poco, no?
E la cosa buffa è che non sono capace di stare ferma. In piedi dico. Quando sono lì con la mia gonna a ruota ruoto il busto a destra e sinistra perché mi piace vedere il tessuto che si apre e la gonna che si allarga. E continuo a dondolare così, immotivatamente allegra, solo per il piacere di sentire il fruscio della stoffa. E non mi perdo uno specchio o una vetrina, eh!
Non resisto e mi guardo. Mi fermo, mi volto. Dondolo e riparto, alla volta della vetrina successiva. Non ho altri abiti che mi facciano sentire allo stesso modo.
Si, ci sono cose che mi vedo bene addosso, con cui mi sento sexy. Ma l’allegria incondizionata che mi mettono le gonne a ruota è unica.
Mi piace ricordarmi di quella femminilità un po’ vintage, da bustini e eyeliner tirato lungo, da labbra rossissime e tacchi alti.
Mi piace portare questa capigliatura così rock con queste gonne che apparentemente non hanno nulla a che vedere con me. E invece.

E no, non metterò la foto di me che la indosso, perché questa faccia la dovete vedere dal vivo.
Perché io con la gonna a ruota ne valgo davvero la pena.